venerdì 12 settembre 2014

Il gioco danza

Il Giocodanza ha l'obiettivo di accostare ed educare il bambino alla danza attraverso il gioco, considerando l'attività ludica nel suo aspetto educativo. Attraverso giochi di immaginazione e fantasia e nel pieno rispetto del proprio sviluppo psico - fisico, infatti, il bambino viene condotto alla conoscenza del corpo e delle sue possibilità motorie ed espressive, alla conoscenza dello Spazio, del Tempo, della Forma, ecc. I concetti primari della Danza vengono introdotti nella lezione sotto forma di gioco, utilizzando anche attrezzi - giocattolo e oggetti di uso quotidiano, atti a suscitare ulteriori stimoli creativi. L'approccio alla danza sarà in tal modo spontaneo e naturale e, nello stesso tempo, il bambino viene educato, non solo al movimento, ma alla conoscenza di sè, acquisendo in tal modo la consapevolezza ed il controllo delle proprie espressioni emotive e comportamentali. è di educare il bambino al movimento, alla coscienza di sé e alla conoscenza del corpo, in modo che possa acquisire capacità di controllo delle proprie espressioni emotive e comportamentali e migliorare le capacità cognitive. Attraverso il gioco e la fantasia, si conduce inoltre il bambino alla scoperta (o ri-scoperta) delle proprie potenzialità artistiche e creative.

bambini_rossi_150Cosa accade durante una lezione di Giocodanza®?
Durante la lezione l’insegnante struttura gradatamente gli spazi, definisce una sequenza di attività ed una logica temporale.
Il bambino che partecipa alla lezione si sente rassicurato nel ritrovare spazi, luoghi, tempi e materiali a lui noti, da dove ripartire nel percorso di gioco ed apprendimento, evolvendo anche da un punto di vista cognitivo.
Attraverso lo spazio, l’insegnante si accoglie e risponde alle richieste profonde del bambino, favorendone i processi creativi e la formazione del pensiero.
Tenendo conto che le attività sono qualcosa di unico e diverso per ogni incontro, si possono comunque distinguere rituali, regole e tempi definiti:
- un momento iniziale in cui i bambini sono raccolti in cerchio, viene loro annunciato il materiale a disposizione e ricordate le regole (legate soprattutto al rispetto degli altri, di se stessi e del luogo);
- la lezione vera e propria, con danze-gioco per la conoscenza del corpo e delle sue possibilità motorie ed espressive, alla conoscenza dello Spazio, del Tempo, della Forma, ecc. 
- i concetti primari della Danza vengono introdotti nella lezione sotto forma di gioco, utilizzando anche attrezzi - giocattolo e oggetti di uso quotidiano;
- un momento finale di dialogo su quanto avvenuto durante il gioco, di rappresentazione grafica e manipolativa, al fine di tradurre la propria emotività in linguaggi diversi e più accessibili.

 www.insiemeballando.it/gioco_danza.html

martedì 9 settembre 2014

L'uso della musica nello sport


I 4 fattori sembrano influenzare la performance sportiva in maniera gerarchica, così come sono stati appena presentati: dove l’elemento primario è il ritmo, e via a scalare fino all’associazione mentale.

La ricerca ha inoltre individuato cinque capacità che possono essere condizionate dalla musica, responsabili di un probabile incremento della prestazione, sia in allenamento che durante una competizione.

Dissociazione: durante l’esercizio, la musica può restringere l’attenzione, distraendo la mente dalle sensazioni di affaticamento. In altre parole l’ascolto musicale abbassa la percezione di sforzo e promuove stati emotivi positivi. Nello specifico, sembrano emergere gli aspetti positivi dell’umore come vigore ed euforia, mentre vengono mitigati quelli di tensione, depressione e rabbia. Questi effetti si manifestano solo per esercizi di intensità bassa o moderata, mentre per sforzi molto elevati la percezione di fatica annulla l’impatto della musica; i processi attentivi in questo caso vengono dominati dal feedback fisiologico, come la frequenza respiratoria e l’accumulo di acido lattico. Tuttavia ad elevata intensità incrementa la sensazione esperienziale: la musica fa sembrare il duro allenamento più divertente, modellando il modo in cui il cervello interpreta i sintomi di affaticamento.(Bishop e Karageorghis, 2007)





Regolazione dell’attivazione: la musica altera l’attivazione emotiva e fisiologica e può essere utilizzata prima di una competizione o di un training di allenamento come stimolante o come sedativo, per calmare o placare sensazioni ansiogene. Molti atleti utilizzano musica potente per attivarsi, mentre selezioni più soft possono aiutare a rilassarsi. Mentre i processi fisiologici tendono a reagire alle componenti ritmiche della musica (ci si attiva in base alla velocità dei brani), sono spesso testo e associazioni extra musicali che regolano l’impatto emotivo.



Sincronizzazione:le ricerche hanno mostrato che la musica sincronizzata con l’esercizio produce un aumento nei livelli di prestazione. Questo avviene per molte attività come la corsa, il canottaggio, il ciclismo, lo sci di fondo e più comunemente per le attività aerobiche in palestra. Il tempo musicale può regolare il movimento e prolungare la performance. I movimenti sincronizzati con la musica rendono la prestazione più efficiente e più resistente.Al contrario la musica di semplice sottofondo, definita utilizzo di musica asincrona, si dimostra meno efficace e perde quasi totalmente di effetto se applicata a sport impegnativi.


Acquisizione di abilità motorie: la musica crea l’opportunità di esplorare differenti piani di movimento e incrementare la coordinazione. Vi sono tre possibili spiegazioni per motivare l’apprendimento attraverso la musica. Primo, la musica replica delle forme ritmiche di movimento e locomozione, quindi può trasportare il corpo verso pattern di movimento efficaci, fornendo una visione analogica del suono. Secondo, il testo di una musica scelta ad hoc può rinforzare alcuni aspetti della tecnica sportiva (premi! Salta! Gira!...). Terzo, la musica può rendere l’ambiente più divertente ed incrementare la motivazione intrinseca ad apprendere. Questo elemento appare importante specialmente per l’applicazione in ambito evolutivo, nei giochi motori con i bambini.


Raggiungimento dello stato di flow: la logica implicazione di tutte le precedenti scoperte è che la musica può aiutare ad entrare nello stato di flow, ossia di totale motivazione intrinseca, attenzione e concentrazione, ideale per raggiungere la massima prestazione sportiva possibile.

In ambito applicativo, un punto di partenza fondamentale è considerare il contesto in cui si vuole utilizzare la musica. In particolare, in quale tipo di attività saranno impegnati gli atleti (bassa, media, elevata intensità? Allenamento o pre-gara?) e qual è lo scopo della musica (attivare, rilassare, distrarre?).





Ad ogni modo, dato che le preferenze musicali sono una scelta personale, non sembra particolarmente utile imporre agli atleti quale musica ascoltare. Risulta invece essenziale informare e tenere a mente delle piccole linee guida, in modo che sia più probabile che la selezione musicale degli atleti porti agli effetti desiderati.

In caso di lavoro con gruppi o squadre, l’allenatore o trainer potrebbe richiedere una lista di brani preferiti dei singoli atleti e stilare una playlist in base a quelli che riscontrano più preferenze e che si adattano meglio al lavoro che si andrà ad effettuare.


www.chiarafrancesconi.it/letture/26-musica-psicologia-dello-sport.htm